
Israele ha intensificato le operazioni nella Striscia di Gaza e nel Libano meridionale, colpendo diverse figure chiave di Hamas e Hezbollah, indebolendo ulteriormente la loro struttura di comando.
Mercoledì notte, un attacco aereo israeliano a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, ha ucciso Abdel Latif al-Qanou, definito uno dei portavoce di Hamas. La notizia è stata inizialmente riportata dall’agenzia di stampa Shehab, affiliata ad Hamas, e successivamente confermata dalla stessa organizzazione terroristica giovedì mattina.
Questo attacco rientra in una serie di operazioni mirate contro i vertici di Hamas, che hanno visto anche l’eliminazione di Ismail Barhoum e Salah al-Bardaweel, membri del consiglio politico del gruppo. Secondo fonti interne ad Hamas, su 20 membri dell’ufficio politico, 11 sarebbero stati uccisi dall’inizio del conflitto nel 2023.
Parallelamente, Israele ha colpito obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. In un attacco con droni avvenuto nelle prime ore di giovedì, l’IDF ha eliminato Ahmed Adnan Bajija, comandante di battaglione delle forze d’élite Radwan. Bajija era responsabile di numerosi attacchi contro Israele e, anche durante il cessate il fuoco, avrebbe continuato a pianificare operazioni contro obiettivi israeliani. L’attacco, avvenuto nel villaggio di Derdghaiya, nel distretto di Tiro, ha distrutto completamente il veicolo del comandante, come documentato dalle immagini diffuse dall’IDF.
Sempre giovedì mattina, un altro raid aereo israeliano ha colpito un gruppo di operativi di Hezbollah nella zona di Yohmor, mentre stavano trasportando armi.